Comunità Politica Paneuropeista

ОТ ДУБЛИНА ДО ВЛАДИВОСТОКА-МЫ БОРЕМСЯ ЗА ОДНУ ЕДИНУЮ И СВОБОДНУЮ ЕВРОПУ!

Wir kämpfen für ein Großes einiges Europa von Dublin bis Wladivostok.
Politische Gemeinschaft der Pan-Europäischen und freien Patrioten Europas


Diffondi l'idea Pan-Europeista... da Dublino a Vladivostok una unica grande Patria Europea !!!

 

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Intervista a Franco G. Freda (“Corriere del Veneto”, 12-12-2009)
Cos'è per lei Piazza Fontana? «Il mio predicato criminale. Farò una richiesta alle autorità per aggiungerlo al mio nom de plume, Luciano Lìcandro. Voilà: Luciano Lìcandro di Piazza Fontana. Le piace? Suona bene?».

Sempre innocente? «A questa domanda hanno già risposto, autorevolmente, le corti di Catanzaro e Bari. Non si abbia l'insolenza di fingere che questa risposta che dichiara la mia non responsabilità criminale non sia stata data».

Riconosce qualche altra accusa? «Sì, l'attentato che da oltre cinquant'anni muovo alla visione del mondo della democrazia».

«Se Freda dicesse la verità», dice il giudice Stiz che per primo ha indagato su di lei. «L'unica verità è che sono stati loro: Freda e Ventura». Lo raccontano le sentenze. Cos'è per Freda un giudice, una sentenza? Cos'è la giustizia terrena? «Un giudice è un attaché dell'ordine giudiziario che si sente ministro sacerdotale della giustizia. Se la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi, la politica giudiziaria, con le sue sentenze, è anch'essa prosecuzione della guerra, giocata attraverso la posologia delle sanzioni. Una sentenza è una battaglia. Ma la guerra continua. Non può esaurirsi, impastata com’è di essa la vita. Giustizia è subordinazione dei peggiori ai pochissimi migliori: della massa dei peggiori ai pochissimi migliori. E' regime castale. E' sottomissione ai 'belli e buoni'. Non è certo intrisa, la giustizia, di ipocrita bava sentimentale».

Una strage di Stato. Servizi, coperture, depistaggi, strategia della tensione. Cosa ne pensa? «Penso che riesca a darsi da solo la risposta circa l'imbecillità di questo assemblaggio di elementi, che può giustificarsi solo nel disordine di una rissa politica, cui non è di mio gusto partecipare. Chi ha formulato simili ipotesi parla di verità, ma in realtà non la persegue, voglioso di coltivare solo il proprio 'particulare' interesse. La sua è strategia di astensione dalla verità».

Se qualcuno ha voluto la strategia della tensione per creare un nuovo ordine di idee, un cameratismo antisovietico, ha fallito. Non crede? «In qualsiasi comportamento umano c'è tensione. Forse oggi non più, tant'è vero che si ricorre a sostanze psicotrope per eccitarla, oppure ai transessuali. Oggi la tattica è quella dell'entropia, della catatonia, dell'abbassamento, dell'estenuazione. Io fin dall'adolescenza mi sono riconosciuto in un sentimento e in una idea del mondo radicalmente ostili alla democrazia, ovvero all'egualitarismo, ossia al cristianesimo, dunque alla modernità nel suo complesso, alla decadenza che la connota. Vivendo questa ostilità, ho colto in quei regimi castrensi del secolo scorso, meglio noti come fascismi, delle forze di reazione, delle insurrezioni contro la decadenza, germinate, tuttavia, dal suolo della modernità. Per impiegare una metafora: nell’autunno della decadenza, i fascismi hanno avuto il significato di una ‘estate di san martino’, che, alla fine, è un preludio alla caduta».

Che sistema ne è uscito secondo lei? « Ma è possibile che lei non avverta quanto la sua domanda sia anacronistica oggi, di fronte al nuovo paesaggio che si disegna, di guerre razziali, di conflitti etnici? Continua a parlare di assetti sociali, di antagonismi ideologici, di istanze distributive di ricchezza, mentre osserviamo le convulsioni, l’agonia in cui si dibatte la nostra razza?

Chi è Franco Freda? «E’ un uomo che ha agito come ha il dovere di comportarsi un soldato politico, un miliziano, quando combatte dietro le linee nemiche. In questo caso, quelle della democrazia. La sua linea di condotta rimane quella cantata da Bertold Brecht, ebreo comunista di rango. Nella mia parafrasi: 'Chi combatte per il sentimento e l'idea del mondo in cui si riconosce deve continuare la battaglia e interrompere la battaglia; dichiarare la verità e celare la verità; protendersi e ritirarsi; irrigidirsi e piegarsi da giunco fino a che la corrente non sia passata. Chi combatte per il senso e l'idea del mondo in cui si riconosce ha tra tutte una sola divisa: nulla tralasciare per compierli e realizzarli'. La mia vocazione è quella dell'uomo che abbia dignità e rispetto di sé».

Ordine Nuovo: un movimento, un'idea, un'illusione o cosa? «Niente. Ma non il niente del nichilismo. Proprio niente, aria fritta».

Carlo Maria Maggi (il dottore veneziano di Ordine Nuovo) dice: non c'erano contatti con i padovani, ci si detestava. E' vero? «L'aria fritta si può detestarla?».

Maggi dice anche che secondo lui la pista più probabile è Valpreda. Come la vede? «Mi scusi, ma l'espressione aria fritta non esaurisce il tutto del niente?».

Secondo l'agente Spiazzi invece, sarebbero stati gli americani. Tutti dicono la loro. Le viene da ridere? «Ci sarebbe da piangere quando i latrati e i guaiti della canaille raggiungono la luna».

Cos'è una strage di gente comune? «Si rivolge a me? Perché non ai dirigenti del Pentagono, che hanno pianificato le stragi, l'altro ieri in Serbia, ieri in Iraq, oggi in Afghanistan? Per non ricordare Hiroshima, Nagasaki, Dresda, la Palestina… Perché loro non sono testimoni di Evola, ma di Yahvè?…»

Piazza Fontana le ha cambiato la vita? «Non confonda il fatto con la sua proiezione giudiziaria, processuale. Quest'ultima mi ha imposto quattordici anni di clausura, che per me ha significato una guerra di posizione, un radicamento nella mia linea di fronte».

Sopporti l’ultima domanda borghese: chi è stato? «E lei sopporti questa massima di Shakespeare: 'I segreti si affidano al cuore, non alla lingua'. E se per assurdo io avessi un segreto, lo affiderei alla sua gazzetta cursoria?».

 

 
 
Globalizzazione e guerriglia islamica in Europa

Anche nell’ estremo nord della nostra Europa, nella terra di coloro che furono i temuti guerrieri e navigatori Vichinghi si respira aria di "guerra santa" islamica. Il pretesto per scatenare un vero inferno, per mettere in fuga le forze dell' ordine, con furibondi scontri dove decine di mezzi della polizia sono stati distrutti e molti  agenti   rimasti feriti o contusi, è stato l'incontro di Tennis di Coppa Davis che si giocava a Malmoe nel sud del paese, incontro a cui prendeva parte un tennista israeliano, Così migliaia di musulmani di varie nazionalità provenienti da paesi arabi ma stabilmente presenti in Svezia hanno pensato bene di darsi appuntamento per sventolare per l'occasione bandiere Palestinesi e manifestare tutto il loro dissenso verso la politica di Israele;  ma la manifestazione anti-israeliana pur trovando la nostra solidarietà per il popolo Palestinese, ha suonato  come un tamburo di guerra, come un qualcosa che è andato oltre gli odi politico-etnici del lontano medio-oriente, un qualcosa che in questo caso ha assunto  il significato dell' ennesima prova di forza della presenza musulmana in Europa. Non è un caso infatti che nella Scandinavia settentrionale in prossimità del Polo Nord è in progetto la più grande moschea del mondo. Qualche anno fa un ragazzo di 16 anni venne barbaramente assassinato a Stoccolma mentre, in tarda notte aspettava l' autobus, perché riconosciuto come attivista dei nazionalisti svedesi; gli autori furono identificati in ragazzi immigrati musulmani poco più grandi di lui.  Ormai  dilaga la violenza e l'odio represso  verso il nostro continente, in  Francia e Belgio  la guerriglia etnica delle periferie urbane popolate di immigrati nord-africani, periodicamente la fa da padrona, come dimostra  il recentissimo episodio avvenuto a Parigi dove adesso si pianificano attacchi alle forze dell'ordine. In Italia  le preghiere islamiche   dinanzi le nostre chiese sono un segnale ben preciso e non meno rassicurante che l'Islam radicale lancia alla nostra civiltà con la sua forza dei numeri e con la presenza di milioni e milioni di maomettani nelle nostre città. Dal mediterraneo al mare del nord, l' integralismo controlla ed educa milioni di immigrati nel ventre delle nostre Patrie Europee: uomini e donne  di origine araba che dispongono di passaporti europei, si misero in evidenza anche quando giocò la nazionale Algerina in Francia invadendo lo stadio  con bandiere Algerine, fischiando l'inno nazionale francese, incontro  amichevole tra Francia ed Algeria che doveva sancire la riconciliazione tra i due paesi dopo il trascorso  coloniale  francese. O ancora peggio cittadini islamici europei che finanziano attentati nel mondo  indistintamente contro tutto ciò che è occidentale, uccidendo europei in   Malesia Egitto ecc...come gli attentatori dell’11 settembre  e più recentemente in India, dove per i mandanti si è trovata una pista che porta a Brescia all’interno della comunità pakistana. Le cause di tutto ciò hanno radici lontane e complesse e si identificano nei nemici più vecchi del mondo, fautori della globalizzazione che pur partendo apparentemente da due direzioni opposte in realtà sono sinergicamente convergenti: da una parte i signori delle multinazionali, fautori del libero mercato, oggi assolutamente legati agli Stati Uniti e a una rete filo-israeliana che detta le scelte politico-economiche del pianeta,   nel disprezzo più totale di  tutte le  leggi che regolano la vita degli uomini e dell' esistenza,  mirando alle cancellazione della sovranità delle singole nazioni con tutti i loro caratteri distintivi, di etnia, lingua e cultura. Tutto ciò in nome di un potere sovrannazionale  per l'attuazione   dei loro interessi.  Un  sistema per uccidere silenziosamente i popoli, usando come arma le migrazioni di massa dal terzo mondo verso la vecchia Europa, creando le comunità di uomini senza anima, asettiche, svuotate da ogni vincolo identitario e culturale: solo massa, pronta al consumo e alla produzione  e quindi al sostentamento meccanico di questa globalizzazione. Dall' altra parte abbiamo invece quelli che dovrebbero esseri i buoni, o meglio coloro che si  spacciano per tali, ma che in realtà nel migliore dei casi sono solo degli utili idioti: i neo post-comunisti anarchici punk bestia, mutanti genetici di ogni sorta e colore dei centri "asociali" che si definiscono no-global, ma in realtà poi parlano di un bel villaggio globale eternamente in festa. Quindi non sono contro la globalizzazione ma contro una certa globalizzazione,  e cioè quella della eguaglianza sociale e della anarchia delle mille tribù, tribù di uomini senza anima senza più alcuna identità che poi puntualmente convergono sinergicamente verso il progetto di sfruttamento di massa dei loro amici liberisti e sionisti, uomini ed individui sradicati dai loro paesi che faranno figli disadattati nelle metropoli di Europa, uomini senza storia, uomini senza anima, il “pasto caldo” che i rossi servono alla globalizzazione.A questo punto ecco che si inserisce un terzo incomodo tra queste due fattori destabilizzanti ed eversivi non solo per la cultura e l' identità europea  ma mondiale  in generale,  l' Islam come  terza forza della globalizzazione, nella prospettiva di un  progetto di dominio  Islamico sull'intero   pianeta. Un terzo incomodo inaspettato e sottavalutato ma che adesso fa sentire la sua voce In Europa dove vi sono milioni di musulmani. Questi non si sono piegati né alla società liberista né alle scorie del residuato ideologico anarco-comunista, ma con la loro forza dei numeri (demograficamente in crescità su noi europei ) e di una ben precisa identità adesso mirano all' integrazione della disintegrazione, un implosione silenziosa nel cuore dell' Europa, dove se questi ritmi eversivi saranno mantenuti  assisteremo in  futuro allo scontro finale  con la civiltà della mezza luna in una "nuova Palestina tutta europea".

Piero Sciacca